Yoga e sistema nervoso: come la pratica sostiene la vita urbana
Quando si parla di ayurveda, uno dei temi più conosciuti è quello delle costituzioni individuali.
Spesso vengono presentate come categorie rigide, quasi come un’identità da indossare.
Le costituzioni ayurvediche, la nostra prakriti, è una mappa. Ci indica le nostre inclinazioni, le nostre caratteristiche principali, è un po' il "tipo".
Servono per osservare, per conoscerci meglio e per agire in armonia ed equilibrio.
PRAKRITI E VIKRITI: NATUra e momento presente
L’ayurveda distingue tra prakriti e vikriti. La prima indica la nostra costituzione alla nascita, la seconda lo stato attuale di equilibrio o squilibrio. Non coincidono quasi mai per diversi motivi, fra questi:
- stagione di vita
- stagione dell'anno
- ritmi di vita
- alimentazione
- abitudini di riposto
Per questo parlare di costituzione ayurvedica significa sempre parlare anche di cambiamento e di adattamento, è un concetto in movimento.
Vata, Pitta e Kapha: qualità
Vata, Pitta e Kapha sono in un certo senso i “tipi di persona”, con particolare qualità che li accomunano e che si esprimono nella costituzione fisica, nell'attitudine mentale, nell'atteggiamento emotivo.
Vata porta movimento, sensibilità, rapidità.
Pitta porta trasformazione, calore, chiarezza.
Kapha porta stabilità, struttura, continuità.
Ognuno di noi le contiene tutte, ma in proporzioni diverse.
Vata, Pitta e Kapha prendono il nome di dosha, a seconda che ne prevalga uno solo oppure più di uno potremo avere una costituzione mono, bi, o tridoshica:
Perché conoscere la propria costituzione
Conoscere la propria costituzione serve per comprendersi e grazie a questa comprensione fare scelte più adatte alla nostra natura.
Scelte che riguardano ad esempio:
-
il ritmo della giornata
-
l’alimentazione
-
il riposo
-
la pratica dello yoga
Quando scegliamo quello che ci fa stare bene, quello che è giusto per noi senza uniformarci alle richieste degli altri, ci sentiamo subito molto meglio e questo ci permette di notare un cambiamento nella qualità della nostra vita.
COSTITUZIONI AYURVEDICHE E PRATICA YOGA
Quando si mettono in dialogo costituzioni ayurvediche e yoga, è utile evitare l’idea che esista uno stile “giusto” in assoluto. In generale, qualità più mobili e leggere come quelle di Vata possono trovare beneficio in pratiche stabili, lente e radicate; energie intense come quelle di Pitta possono essere sostenute da pratiche che lasciano spazio al respiro e alla pausa; mentre qualità più dense e stabili come quelle di Kapha possono essere risvegliate da pratiche dinamiche e ritmate. Ma queste indicazioni restano orientamenti, non regole: la stagione, il momento di vita e lo stato del sistema nervoso contano almeno quanto la costituzione di base. La pratica dello yoga, quando dialoga con l’ayurveda, diventa così un esercizio di ascolto più che di scelta tecnica.
Ayurveda oggi, nella vita urbana
Nella vita cittadina, come a Milano, le costituzioni ayurvediche aiutano a orientarsi in mezzo agli stimoli continui, ci offrono domande migliori alle quali possiamo scegliere risposte utili.
Ed è spesso da lì che nasce una relazione più sana con il corpo e con il tempo.
Le costituzioni ayurvediche ci aiutano a riconoscere come stiamo, oggi.
E questo, nella pratica come nella vita, è già molto.
Namaskar
Jyoti