Pranayama: cos’è e perché praticarlo

Il pranayama è, tra tutte le pratiche yogiche, quella che più direttamente agisce sul sistema nervoso. Ogni tecnica di respirazione — nella sua struttura, nel suo ritmo, nelle sue fasi — produce effetti misurabili sull'attivazione parasimpatica, sulla variabilità della frequenza cardiaca, sulla qualità dell'attenzione.

La Hatha Yoga Pradipika lo afferma con una precisione sorprendente: quando il respiro è irregolare, la mente è irregolare; quando il respiro si stabilizza, la mente si stabilizza. Una delle affermazioni più verificabili di tutta la tradizione yogica.


Le tecniche principali

Nadi Shodhana(respirazione a narici alternate) — la tecnica più indicata per chi inizia: equilibra le due correnti energetiche principali, calma il sistema nervoso, migliora la concentrazione.

Ujjayi(il respiro vittorioso) — respiro con leggera contrazione della glottide che produce un suono simile al mare. Scalda il corpo dall'interno, stabilizza la mente durante la pratica delle asana.

Bhramari(il respiro dell'ape) — il ronzio durante l'espirazione risuona nella cavità cranica e attiva il sistema parasimpatico. Indicato per ansia, insonnia, difficoltà di addormentamento.

Kapalabhati— esalazioni ritmiche e potenti che purificano le vie respiratorie, attivano Agni e preparano alla meditazione.


Pranayama e Vayu

Ogni tecnica di pranayama ha un effetto specifico su uno o piùVayu— le correnti energetiche del corpo. Conoscere questa relazione trasforma la pratica da esercizio respiratorio generico a strumento preciso di lavoro energetico.


Pranayama a Milano

Alla Via del Respiro il Pranayama viene insegnato sia come pratica autonoma sia come parte integrante delle lezioni di Hatha e Anukalana.

👉Scopri le lezioni di Pranayama👉Giada Jyoti Piantanida, insegnante di PranayamaPer approfondire