Lo yoga nella vita quotidiana: portare la pratica fuori dal tappetino

Lo yoga nella vita quotidiana: portare la pratica fuori dal tappetino

Yoga vita quotidiana

Lo yoga nella vita quotidiana: come portare la pratica nella vita

Una delle domande che mi accompagnano spesso, sia nella mia pratica sia nell’insegnamento, è questa:

dove finisce davvero lo yoga?

Per molto tempo ho pensato che lo yoga accadesse principalmente nello spazio della pratica: durante una lezione, sul tappetino, in un momento dedicato. Con il tempo, però, ho iniziato a vedere qualcosa di diverso.

Lo yoga non rimane lì.

 

Piano piano inizia ad apparire anche nella vita quotidiana. Quesro per me è accaduto abbastanza recentemente, con l'approccio e l'approfondimento dello studio di Ayurveda. 

LIl momento in cui la pratica cambia

C’è un passaggio che molte persone riconoscono dopo un po’ di tempo di pratica. Non riguarda tanto la difficoltà delle posizioni o il tempo passato sul tappetino. Quanto piuttosto il modno in cui si inizia a stare nelle situazioni della vita.

Oggi, leggendo la Bhagavadgita, mi sono soffermata su questa frase:
«Colui che vede l'inazione nell'azione e l'azione nell'inazione si distingue per la sua intelligenza, e sebbene impegnato in ogni sorta di attività si situa sul piano trascendentale.»A un certo punto qualcosa cambia e anche se le nostre azioni rimangono uguali o si modificano di poco, cambia quello che non si può vedere. Ci accorgiamo che il respiro torna nei momenti di tensione, o che l’attenzione cambia il modo in cui ascoltiamo gli altri. 
Alcune reazioni diventano più chiare, altre invece si aprono a una una indagine.

Non sempre è facile, ma qualcosa si muove.


Il respiro nella giornata

Uno degli aspetti che vedo trasformarsi più spesso è il rapporto con il respiro.

All’inizio il respiro è qualcosa che osserviamo durante la pratica. Poi, lentamente, inizia a comparire anche in altri momenti: mentre camminiamo, mentre lavoriamo, mentre affrontiamo una giornata intensa.

Per me questo è uno dei segni che la pratica sta entrando davvero nella vita.

Non come tecnica da applicare, ma come presenza.
Per me anche il canto dei mantra, o soffermarmi sulla combo mantra e respiro, è qualcosa di molto importante durante la giornata: mi aiuta ad avere consapevolezza nei momenti in cui vorrei lasciarmi trascinare dalla corrente... ma attenzione: spesso e volentieri, quella corrente ancora mi prende e mi porta con sè. 


Le relazioni

Un altro luogo in cui lo yoga si manifesta molto è nelle relazioni.

La pratica ci mette in contatto con l’ascolto, con i tempi, con i limiti. Tutte qualità che diventano importanti anche nell’incontro con gli altri. 

Non significa diventare perfetti o sempre tranquilli: significa semplicemente che ci si rende conto di ciò che accade quando accade e la consapevolezza ci porta a migliorare il modo in cui stiamo insieme.


Il lavoro e le scelte quotidiane

Anche il lavoro è uno spazio in cui lo yoga può trovare posto.

Non nel senso di trasformare tutto in pratica, ma nel portare alcuni elementi che impariamo sul tappetino: la presenza, il ritmo, la capacità di fermarsi un momento. Sopratutto la capacità di fermarsi: più lavoro (più passano gli anni) più mi rendo conto di quanto in passato sia stata workaholic (e si, accade anche agli insegnanti di yoga). Ma mi rendo anche conto di quando sto per andare in burnout e piano piano, con il tempo, sto imparando a conoscere i miei ritmi e a riconoscermi dei diritti. 

A volte è proprio nelle piccole scelte che la pratica prende forma.


Quando lo yoga diventa un percorso

A un certo punto si comprende che lo yoga non è solo qualcosa che si fa, ma qualcosa che accompagna la vita.

Non sempre in modo evidente, non sempre con risposte chiare, ma è in questo momento che lo yoga smette di essere solo una pratica e diventa un percorso.


Conclusione

Portare lo yoga nella vita quotidiana non significa fare di più, ma spesso fare con più consapevolezza.

Il tappetino rimane uno spazio importante, ma non è l’unico.

È da lì che impariamo ad ascoltare, e poi lentamente questo ascolto continua anche fuori.

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